1 Re 22 – La Morte di Acab

A. Dio preannuncia la condanna di Acab.

1. (1-4) Acab pone gli occhi su Ramot di Galaad.

Trascorsero tre anni senza guerra, tra la Siria e Israele. Ma il terzo anno Giosafat, re di Giuda, scese a trovare il re d’Israele. Ora il re d’Israele aveva detto ai suoi servi: «Non sapete voi che Ramoth di Galaad è nostra e noi ce ne stiamo tranquilli, senza riprenderla dalle mani del re di Siria?» Disse quindi a Giosafat: «Verresti a combattere con me a Ramoth di Galaad?». Giosafat rispose al re d’Israele «Conta su di me come su te stesso, sulla mia gente come sulla tua gente, sui miei cavalli come sui tuoi cavalli».

a. Non sapete che Ramot di Galaad è nostra, eppure noi ce ne stiamo tranquilli senza riprenderla dalle mani del re di Siria: In precedenza, il re di Siria aveva promesso di restituire certe città a Israele (1 Re 20:34) in cambio di clemenza dopo la sconfitta in battaglia. All’apparenza, questa era una città che Ben-Adad non aveva mai restituito a Israele e si trovava in una posizione strategicamente importante.

b. Vuoi venire con me a combattere a Ramot di Galaad: Il re Acab d’Israele chiese al re Giosafat di Giuda di aiutarlo in questa disputa contro la Siria. Questo aveva un certo senso, perché Ramot di Galaad distava solo 40 miglia da Gerusalemme.

2. (5-9) Giosafat propone di cercare Dio nella questione.

Giosafat disse ancora al re d’Israele: «Ti prego, consulta oggi stesso la parola dell’Eterno». Allora il re d’Israele convocò i profeti, in numero di circa quattrocento, e disse loro: «Devo andare a combattere contro Ramoth di Galaad, oppure devo rinunciarvi?». Quelli risposero: «Va’pure, perché il Signore la darà nelle mani del re». Ma Giosafat disse: «Non c’è qui un altro profeta dell’Eterno? che possiamo consultare?». Il re d’Israele rispose a Giosafat: «C’è ancora un uomo, Mikaiah, figlio di Imlah, per mezzo del quale si potrebbe consultare l’Eterno; io però lo odio perché non profetizza mai nulla di buono nei miei confronti ma soltanto del male». Giosafat rispose: «Il re non parli cosí!». Allora il re d’Israele chiamò un eunuco e gli disse: «Fa’ venire subito Mikaiah, figlio di Imlah».

a. Ti prego, consulta oggi la parola del SIGNORE: Considerando la relazione generalmente ostile tra Acab e i profeti di Yahweh, questa fu una richiesta audace da parte di Giosafat nei confronti di Acab. Non sorprende che Acab scelse profeti che avrebbero detto loro ciò che volevano sentire.

b. Vacci, perché il Signore la darà nelle mani del re: Quando Acab radunò i profeti, questi non erano profeti fedeli del SIGNORE. Erano profeti felici di compiacere i loro re e di dire loro ciò che volevano sentire. Giosafat voleva ancora sentire da un profeta di Yahweh, il SIGNORE (Non c’è qui nessun altro profeta del SIGNORE che possiamo consultare?).

c. Io lo odio, perché non mi predice mai nulla di buono, ma solo del male: Acab odiava il messaggero a causa del messaggio. Il suo vero conflitto era con Dio, ma concentrò il suo odio contro il profeta Micaia. Tuttavia fu disposto ad ascoltare il re di Giuda quando questi consigliò che Acab dovesse ascoltare il profeta Micaia.

3. (10-12) Una lezione pratica dai profeti infedeli.

Or il re d’Israele e Giosafat, re di Giuda, sedevano ciascuno sul suo trono vestiti dei loro abiti reali, nell’aia che si trova all’ingresso della porta di Samaria; e tutti i profeti profetizzavano davanti a loro. Sedekia, figlio di Kenaanah, che si era fatto delle corna di ferro, disse: «Cosí dice l’Eterno: “Con queste corna trafiggerai i Siri fino a distruggerli completamente”». Tutti i profeti profetizzavano allo stesso modo, dicendo: «Sali contro Ramoth di Galaad e riuscirai, perché l’Eterno la darà nelle mani del re».

a. Sedevano ciascuno sul proprio trono, in un’aia all’ingresso della porta di Samaria: Questo illustra l’antica usanza di tenere udienza e prendere decisioni alle porte della città. C’erano persino troni per gli alti funzionari su cui sedersi alle porte della città di Samaria.

b. Così dice il SIGNORE: Questi profeti infedeli (come Sedechia) profetizzavano nel nome del SIGNORE, ma non profetizzavano in modo veritiero. Molti commentatori ritengono che questi profeti fossero profeti pagani, forse rappresentanti di Ascerah o di altri dèi o dee pagane. Tuttavia profetizzavano chiaramente nel nome del SIGNORE. È meglio considerarli non come profeti pagani, ma come profeti infedeli al vero Dio.

i. Forse questi erano veri seguaci di Yahweh che furono sedotti dal ravvedimento sincero ma superficiale di Acab tre anni prima (1 Re 21:27-29). Dopo di ciò, iniziarono ad allinearsi con Acab in modo acritico. Tre anni dopo, erano disposti a profetizzare menzogne ad Acab se era quello che voleva sentire.

c. Con queste corna colpirai i Siri finché non saranno distrutti: Sedechia usò uno strumento familiare degli antichi profeti: la lezione pratica. Usò corna di ferro per illustrare la spinta di due forze potenti, eserciti che avrebbero sconfitto i Siri. Sedechia aveva l’accordo di altri 400 profeti (tutti i profeti profetizzavano allo stesso modo).

i. Questa deve essere stata una presentazione vivida e coinvolgente. Possiamo essere certi che ogni occhio era su Sedechia quando usò le corna di ferro per illustrare potentemente il punto. Era certamente persuasivo avere 400 profeti che parlavano in accordo su una questione. Non importa quanto potente e persuasiva fosse la presentazione, il loro messaggio era infedele.

4. (13-16) La profezia di Micaia, il profeta fedele.

Il messaggero che era andato a chiamare Mikaiah gli parlò cosí e disse: «Ecco, le parole dei profeti sono concordi nel dichiarare cose buone al re; ti prego sia la tua parola come la parola di ognuno di loro, e dichiara anche tu cose buone». Ma Mikaiah rispose: «Com ‘è vero che l’Eterno vive, io dirò ciò che l’Eterno mi dirà». Come giunse davanti al re, il re gli disse: «Mikaiah, dobbiamo andare a combattere contro Ramoth di Galaad, oppure dobbiamo rinunciarvi?». Egli rispose: «Va’ pure, tu riuscirai, perché l’Eterno la darà nelle mani del re». Allora il re gli disse: «Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi se non la verità nel nome dell’Eterno?».

a. Com’è vero che il SIGNORE vive, io dirò quel che il SIGNORE mi dirà: Gli assistenti del re Acab cercarono di persuadere Micaia a parlare in accordo con gli altri 400 profeti. Micaia assicurò loro che avrebbe semplicemente ripetuto ciò che Dio gli aveva detto.

i. Questa fu una scena drammatica. Micaia fu portato fuori dalla prigione (1 Re 22:26 indica che venne dalla prigione). Vediamo un profeta in stracci e catene stare davanti a due re, pronto a parlare a nome del SIGNORE.

ii. “Questo avrebbe potuto scoraggiare il buon profeta, ma egli aveva appena visto il Signore seduto sul Suo trono con tutta la schiera del cielo che stava accanto a Lui, e quindi guardò così coraggiosamente in faccia questi due re nella loro maestà; poiché li vide come tanti topi.” (Trapp)

b. Vacci e vincerai, perché il SIGNORE la darà nelle mani del re: Quando Micaia disse questo, il suo tono era probabilmente beffardo e sarcastico. Disse parole simili a quelle dei 400 profeti infedeli, ma trasmise un messaggio completamente diverso.

c. Quante volte dovrò scongiurarti di non dirmi altro che la verità nel nome del SIGNORE: Il re Acab riconobbe il tono beffardo della profezia di Micaia e sapeva che contraddiceva il messaggio dei 400 profeti. Esigette che Micaia dicesse la verità – che Acab credeva e sperava fosse il messaggio degli altri 400 profeti.

5. (17-18) Micaia pronuncia la vera profezia dal SIGNORE.

Mikaiah rispose: «Ho visto tutto Israele disperso sui monti, come pecore che non hanno pastore”; e l’Eterno ha detto: “Essi non hanno piú padrone; se ne torni ciascuno in pace a casa sua”». Il re d’Israele disse a Giosafat: «Non ti avevo io detto che nei miei confronti costui non avrebbe profetizzato nulla di buono? ma solo del male?».

a. Ho visto tutto Israele disperso sui monti, come pecore che non hanno pastore: Micaia fu sfidato a dire la verità, e ora cambiò il suo tono da beffardo a serio. Disse che non solo Israele sarebbe stato sconfitto, ma anche che il loro capo (pastore) sarebbe perito.

b. Non te l’avevo detto che costui non mi avrebbe profetizzato nulla di buono, ma soltanto del male: Il re Acab disse che voleva la verità – ma non poteva sopportare la verità. Ciò che non considerò fu che sebbene Micaia profetizzasse del male verso Acab, profetizzava la verità.

i. “Acab sapeva nel suo cuore che Micaia non lo avrebbe temuto né adulato, ma avrebbe solo dichiarato la parola di Geova. Questo lo interpretò come odio personale… L’odio verso il messaggero di Dio è chiara evidenza di malvagità intenzionale.” (Morgan)

6. (19-23) Micaia rivela l’ispirazione dietro i 400 profeti.

Allora Mikaiah disse: «Perciò ascolta la parola dell’Eterno. Io ho visto l’Eterno assiso sul suo trono, mentre tutto l’esercito del cielo gli stava intorno a destra e a sinistra. L’Eterno disse: “Chi sedurrà Achab perché salga e perisca a Ramoth di Galaad?”. Ora chi rispose in un modo e chi in un altro. Allora si fece avanti uno spirito, che si presentò davanti all’Eterno e disse: “Lo sedurrò io”. L’Eterno gli disse: “In che modo?”. Egli rispose: “Uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti”. L’Eterno gli disse: “Riuscirai certamente a sedurlo; esci e fa’ cosí”. Perciò ecco, l’Eterno ha posto uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma l’Eterno pronuncia sciagura contro di te».

a. Io ho visto il SIGNORE seduto sul suo trono, e tutto l’esercito del cielo che gli stava intorno: Il re Acab e altri alla corte trovarono difficile spiegare come un profeta potesse avere ragione e 400 profeti potessero avere torto. Qui, Micaia spiegò il messaggio dei 400 profeti. È possibile che questa fosse solo una parabola, ma è più probabile che Micaia avesse avuto un’accurata visione profetica del dramma celeste dietro questi eventi.

b. A destra e a sinistra: Poiché la destra era il luogo di favore, questo può indicare che Dio parlò all’insieme dell’esercito del cielo, sia esseri angelici fedeli che caduti.

i. Alcune persone dimenticano che Satana e i suoi compagni angeli caduti hanno accesso al cielo (Giobbe 1:6, Apocalisse 12:10). C’è un insegnamento ben intenzionato ma errato secondo cui Dio non può permettere alcun male nella Sua presenza, il che significa che Satana e altri angeli caduti non potrebbero essere nella Sua presenza. Questi passi mostrano che Dio può permettere il male nella Sua presenza, sebbene non possa avere comunione con il male e un giorno tutto il male sarà rimosso dalla Sua presenza (Apocalisse 20:14-15).

c. Chi sedurrà Acab perché salga a Ramot di Galaad e vi perisca: Dio voleva portare giudizio contro Acab, quindi chiese a questo gruppo dell’esercito del cielo un volontario per condurre Acab in battaglia.

d. Io uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti: All’apparenza, uno degli angeli caduti si offrì volontario per questo compito. Poiché Acab voleva essere ingannato, Dio gli avrebbe dato ciò che voleva, usando un angelo caduto disposto che operava attraverso profeti infedeli disposti.

i. “È piuttosto uno spirito di profezia personificato (Zaccaria 13:2; 1 Giovanni 4:6), poiché anche i falsi profeti possono essere governati da forze soprannaturali o spirituali piuttosto che dalla semplice ragione umana. Rappresenta il potere di una menzogna nella bocca di qualcuno che si oppone alla verità e parla per i propri fini.” (Wiseman)

7. (24-28) La reazione dei falsi profeti e di Acab.

Allora Sedekia, figlio di Kenaanah, si avvicinò e diede uno schiaffo a Mikaiah, e disse: «Per dove è passato lo Spirito dell’Eterno quando è uscito da me per parlare a te?». Mikaiah rispose: «Lo vedrai il giorno in cui andrai in una stanza interna a nasconderti». Allora il re d’Israele disse: «Prendi Mikaiah e conducilo da Amon, governatore della città, e da Joas, figlio del re e di’ loro: Cosí dice il re: “Mettete costui in prigione e nutritelo con pane e acqua di afflizione, finché ritornerò sano e salvo». Allora Mikaiah disse: «Se tu dovessi mai ritornare sano e salvo, significa che l’Eterno non ha parlato per mio mezzo». E aggiunse: «Ascoltate, o voi popoli tutti!».

a. Allora Sedechia, figlio di Chenaana, si avvicinò, percosse Micaia: Sedechia rispose nel modo in cui molti fanno quando sono sconfitti in una discussione – rispose con violenza.

b. Mettete quest’uomo in prigione: Il re Acab rispose nel modo in cui molti tiranni fanno quando sono confrontati con la verità. Acab voleva che Micaia fosse imprigionato e privato (nutritelo con pane e acqua di afflizione).

i. Prendi Micaia, conducilo ci dice che portarono Micaia dalla prigione per parlare a questi re.

ii. “La frase ‘pane di afflizione e acqua di afflizione‘ può essere tradotta ‘pane e acqua di scarsa misura.'” (Dilday)

c. Se tu tornerai sano e salvo, il SIGNORE non avrà parlato per bocca mia: Il profeta Micaia fece un ultimo e definitivo appello. Era disposto a essere giudicato in base al fatto che la sua profezia si avverasse o meno.

B. Acab muore in battaglia.

1. (29-30) Giosafat e Acab vanno in battaglia.

Il re d’Israele e Giosafat, re di Giuda, salirono dunque contro Ramoth di Galaad. Il re d’Israele disse a Giosafat: «lo mi travestirò e poi andrò a combattere; ma tu indossa i tuoi abiti reali». Cosí il re d’Israele si travestí e andò a combattere.

a. Il re d’Israele e Giosafat, re di Giuda, salirono dunque a Ramot di Galaad: È facile capire perché il re Acab d’Israele andò a questa battaglia; non voleva credere che la profezia di Micaia fosse vera e voleva opporvisi coraggiosamente. È meno facile capire perché il re Giosafat di Giuda andò a questa battaglia con Acab. Avrebbe dovuto credere alla profezia di Micaia e sapere che la battaglia sarebbe finita in disastro e nella morte almeno di Acab.

i. Può darsi che Giosafat avesse un atteggiamento fatalistico verso la volontà di Dio, pensando che se tutto era volontà di Dio, allora non c’era nulla che lui o chiunque altro potesse fare al riguardo.

b. Io mi travestirò per andare in battaglia; ma tu mettiti le tue vesti regali: Andando in battaglia, Acab non voleva essere identificato come re e quindi essere un bersaglio speciale. Pensava che questo lo avrebbe aiutato a proteggersi contro la profezia di condanna di Micaia. È più difficile spiegare perché Giosafat accettò di andare in battaglia come l’unico re chiaramente identificato. Forse non era molto intelligente o aveva una fede molto grande.

2. (31-36) Giosafat è salvato e Acab muore in battaglia.

Ora il re di Siria aveva dato quest’ordine ai trentadue capitani dei suoi carri, dicendo: «Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, ma solamente contro il re d’Israele». Così, quando i capitani dei carri videro Giosafat, dissero: «Costui è certamente il re d’Israele». E si volsero contro di lui per attaccarlo; ma Giosafat lanciò un grido. Quando i capitani dei carri si resero conto che non era il re d’Israele, smisero di inseguirlo. Ma un uomo tirò a caso una freccia col suo arco e colpí il re d’Israele tra le maglie della corazza; per cui il re disse al suo cocchiere: «Gira e portami fuori dalla mischia. perché sono ferito». Ma la battaglia fu cosí aspra quel giorno, che il re fu costretto a rimanere sul suo carro di fronte ai Siri, e morì verso sera; il sangue della ferita era colato nel fondo del carro. Come il sole tramontava, un grido corse attraverso le file dell’esercito: «Ognuno alla sua città, ognuno al suo paese!».

a. Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, ma soltanto contro il re d’Israele: La precedente misericordia di Acab verso Ben-Adad non gli guadagnò alcun favore duraturo presso i governanti della Siria. Questa strategia dell’esercito siriano fece sembrare molto saggia la contro-strategia di Acab di travestirsi in battaglia.

i. “Così l’infedele ingrato ripaga la misericordia della sua recente vittoria… ma Dio ebbe una mano santa in questo.” (Trapp)

b. Giosafat mandò un grido: Trovandosi come l’unico re identificabile in battaglia, Giosafat si trovò rapidamente in pericolo. Mandò un grido al SIGNORE e fu salvato quando cessarono di inseguirlo.

i. 2 Cronache 18:31 chiarisce che il SIGNORE udì il grido di Giosafat e lo salvò.

ii. Dopo la stretta fuga a Ramot di Galaad, Giosafat si dedicò nuovamente alla riforma spirituale di Giuda: uscì di nuovo fra il popolo da Beer-Sceba fino alla regione montuosa di Efraim, e li ricondusse al SIGNORE, Dio dei loro padri (2 Cronache 19:4).

c. Allora un uomo tirò l’arco a caso, e colpì il re d’Israele: Questo sembrò essere puro caso. Era un uomo, e tirò il suo arco a caso – ma colpì come se fosse un missile che cercava il peccato. Dio orchestrò le azioni non intenzionali dell’uomo per risultare in un esercizio del Suo giudizio.

i. “E ora quale gioia poteva avere l’anima nera di Acab, pronta a partire, della sua casa d’avorio? Chi non avrebbe preferito essere un Micaia in prigione piuttosto che un Acab sul carro? Gli uomini malvagi hanno il vantaggio della via, gli uomini pii della fine.” (Trapp)

d. Il re fu tenuto sul suo carro di fronte ai Siri, e morì verso sera: Acab affrontò la fine della sua vita coraggiosamente, morendo tenuto sul suo carro per ispirare le sue truppe. Quando la sua morte divenne nota, la battaglia era finita.

i. “Sembra che gli Israeliti e i Giudei mantennero la battaglia per tutto il giorno; ma quando alla sera il re morì, e questo fu noto, ci fu un proclama fatto, probabilmente con il consenso sia dei Siri che degli Israeliti, che la guerra era finita.” (Clarke)

3. (37-40) La parola di Dio ad Acab si adempie.

Cosí il re morí e fu portato a Samaria; quindi seppellirono il re in Samaria. Lavarono poi il carro e le armi a una piscina in Samaria e i cani leccarono il suo sangue secondo la parola che l’Eterno aveva pronunciato. Il resto delle gesta di Achab, tutto ciò che fece, la casa d’avorio che costruí e tutte le città che edificò, non sono forse scritti nel libro delle Cronache dei re d’Israele? Così Achab si addormentò con i suoi padri. Al suo posto regnò suo figlio Achaziah.

a. Il re dunque morì: La parola attraverso il profeta Micaia si rivelò vera. Il re Acab non tornò mai a Samaria o in Israele in pace.

b. I cani leccarono il suo sangue, e le prostitute vi si bagnarono: Questo fu un adempimento quasi completo della parola di Dio attraverso Elia in 1 Re 21:19, dove Elia profetizzò che i cani avrebbero leccato il sangue di Acab. Questo si rivelò vero, ma non nel luogo in cui Elia disse che sarebbe accaduto. Dio si astenne dal Suo giudizio originale contro Acab annunciato in 1 Re 21, ma a causa del falso ravvedimento di Acab e del peccato continuato, un giudizio molto simile si abbatté su di lui.

c. Secondo la parola che il SIGNORE aveva pronunziata: C’era un’altra profezia adempiuta nella morte di Acab. Era la parola del profeta anonimo di 1 Re 20:42, che Acab risparmiò la vita di Ben-Adad a spese della propria.

d. La casa d’avorio che costruì e tutte le città che edificò: Secondo gli standard materiali, il regno di Acab fu un successo. Fu generalmente di successo militarmente e godette di un’economia generalmente prospera. Tuttavia spiritualmente il suo regno fu un disastro, uno dei peggiori mai visti per Israele.

C. I regni di Giosafat e Acazia.

1. (41-50) Riassunto del regno di Giosafat.

Giosafat, figlio di Asa, iniziò a regnare su Giuda l’anno quarto di Achab, re d’Israele. Giosafat aveva trentacinque anni quando iniziò a regnare, e regnò venticinque anni a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Azubah, figlia di Scilhi. Egli seguí in tutto le vie di Asa suo padre e non se ne allontanò facendo ciò che è giusto agli occhi dell’Eterno. Tuttavia gli alti luoghi non furono rimossi; così il popolo offriva ancora sacrifici e bruciava incenso sugli alti luoghi. E Giosafat visse in pace con il re d’Israele. Il resto delle gesta di Giosafat, le prodezze che fece e le sue guerre non sono forse scritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? Egli eliminò dal paese il resto di quelli che si davano alla prostituzione sacra che erano rimasti al tempo di Asa suo padre. A quel tempo non c’era alcun re in Edom, ma solo un rappresentante del re. Giosafat fece costruire navi di Tarshish per andare a Ofir in cerca d’oro; ma non riuscirono mai a salpare perché le navi andarono distrutte a Etsion-Gheber. Allora Achaziah, figlio di Achab disse a Giosafat: «Lascia che i miei servi vadano sulle navi con i tuoi servi». Ma Giosafat non volle. Giosafat si addormentò con i suoi padri e con essi fu sepolto nella città di Davide, suo padre. Al suo posto regnò suo figlio Jehoram.

a. Giosafat, figlio di Asa: Asa fu un buon re e Giosafat suo figlio seguì le sue orme e fece ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE.

i. Lo scrittore di 1 Re in realtà riassunse molte delle notevoli realizzazioni di Giosafat, che fu uno dei migliori re di Giuda. Da 2 Cronache apprendiamo molte altre realizzazioni di Giosafat.

· Inviò insegnanti della Parola di Dio in tutto il suo regno (2 Cronache 17:7-10). “Con questo piccolo gruppo di principi, Leviti e sacerdoti, sedici in tutto, Giosafat fece di più per impressionare le nazioni circostanti con un senso del suo potere di quanto il più grande e meglio equipaggiato esercito permanente avrebbe potuto assicurargli” (Knapp).

· Stabilì una guarnigione militare permanente lungo la frontiera settentrionale (2 Cronache 17:1-2, 12).

· Addestrò ed equipaggiò un esercito considerevole (2 Cronache 17:14-19) che fu in grado di sedare un’invasione della Transgiordania (2 Cronache 20:1-30).

· Pose Edom sotto il controllo giudeo, controllando un’importante rotta carovaniera verso sud (2 Re 3:8-27; 2 Cronache 20:36).

· Dio benedisse il suo regno così tanto che il timore del SIGNORE venne sulle nazioni vicine così che non fecero guerra contro Giosafat (2 Cronache 17:10).

· Giosafat fu anche un abile amministratore, implementando riforme giudiziarie (2 Cronache 19:5-11) e riforme religiose (2 Cronache 17:3-9).

· Giosafat fu anche il re collegato al famoso incidente in cui l’esercito di Giuda vide una grande vittoria vinta mentre i Leviti guidavano la battaglia con la lode (2 Cronache 20:15-23).

b. Tuttavia gli alti luoghi non scomparvero: Giosafat non fece tutto ciò che avrebbe dovuto fare come re. Tuttavia riformò Israele ancora più profondamente di quanto fece Asa (gli avanzi dei prostituti sacri, che vi erano rimasti al tempo di Asa suo padre, egli tolse dal paese).

i. “In 2 Cronache 17:6, è espressamente detto che egli tolse gli alti luoghi. Ammettendo che il testo sia giusto in 2 Cronache, i due luoghi possono essere facilmente riconciliati. C’erano due tipi di alti luoghi nel paese: 1. Quelli usati per scopi idolatri. 2. Quelli che erano consacrati a Dio, e furono usati prima che il tempio fosse costruito. I primi li tolse, i secondi no.” (Clarke)

c. Allora non c’era re in Edom: “Questa nota è introdotta dallo scrittore per spiegare la costruzione di navi da parte di Giosafat a Esion-Gheber, che era nel territorio degli Edomiti, e che mostrava che erano in quel momento sotto il giogo giudaico.” (Clarke)

d. Lascia che i miei servi vadano con i tuoi sulle navi: Dopo un’impresa marittima disastrosa, Giosafat fu tentato di fare un’alleanza con Israele, ma Giosafat non volle. Questo fu a suo merito. Imparò la lezione di non entrare in una partnership con gli empi.

i. 2 Cronache 20:35-37 ci dice di più su questa impresa marittima con Israele. Ci dice che Giosafat fece un’alleanza con Acazia e finì in disastro. Il SIGNORE disse a Giosafat perché: Poiché ti sei alleato con Acazia, il SIGNORE ha distrutto le tue opere (2 Cronache 20:37). Fu dopo questa parola del SIGNORE che Giosafat rifiutò l’offerta di un’alleanza continuata con il re Acazia d’Israele.

d. Al suo posto regnò Ieoram, suo figlio: Giosafat diede suo figlio Ieoram in matrimonio ad Atalia, figlia di Acab e Gezabele (2 Cronache 18:1). Questo fu un grave errore perché il regno di Acazia fu un disastro spirituale e nazionale per Giuda perché Ieoram camminò nelle vie dei re d’Israele, come aveva fatto la casa di Acab, perché aveva per moglie una figlia di Acab (2 Cronache 21:6). Gli effetti negativi di questo si fecero sentire anche nella generazione successiva, perché Acazia figlio di Ieoram fu anche un cattivo re per Giuda (2 Cronache 22:2-4).

2. (51-53) Il malvagio regno del re Acazia d’Israele, figlio di Acab.

Achaziah, figlio di Achab, iniziò a regnare su Israele a Samaria l’anno diciassettesimo di Giosafat, re di Giuda, e regnò due anni su Israele. Egli fece ciò che è male agli occhi dell’Eterno e seguí la via di suo padre, la via di sua madre e la via di Geroboamo figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele. Serví a Baal e si prostrò davanti a lui, provocando ad ira l’Eterno, il DIO d’Israele, proprio come aveva fatto suo padre.

a. Regnò due anni sopra Israele: Acab regnò 22 anni, ma suo figlio regnò solo due anni. Sebbene il suo ravvedimento fosse superficiale, quando Acab si ravvide dopo un annuncio di giudizio in 1 Re 21, Dio si astenne dal giudizio immediato e promise di portare il giudizio nei giorni del figlio di Acab. Il breve regno di Acazia fu un adempimento di questa profezia in 1 Re 21:29.

i. “Confrontando questo versetto con il versetto 41, appare che Acazia fu fatto re da suo padre, e regnò in congiunzione con lui, un anno o due prima della morte di Acab.” (Poole)

b. Egli fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE, e seguì la condotta di suo padre, di sua madre e di Geroboamo: Considerando le vie peccaminose di Geroboamo, Acab e Gezabele, c’è difficilmente qualcosa di peggio che si possa dire di un re.

i. “È un oscuro catalogo di iniquità, eppure solo ciò che ci si poteva aspettare dalla prole di una coppia come Acab e Gezabele.” (Knapp)

ii. Con questo, il Libro di 1 Re termina con una nota bassa. Iniziò con la promessa del crepuscolo del più grande re d’Israele, Davide. Termina con il triste regno di uno dei re più malvagi su uno dei regni provenienti dalle tribù divise d’Israele.

©1996–presente Enduring Word Bible Commentary di David Guzik –