Salmo 2 – Il Regno dell’Unto del Signore

Come molti salmi, il tema del Salmo 2 è enfatizzato nel versetto finale. Possiamo sfidare Dio e perire, oppure possiamo sottometterci a Lui ed essere benedetti. Il salmo stesso non identifica il suo autore, ma Atti 4:25-26 lo attribuisce chiaramente a Davide.

A. La rabbia delle nazioni e la risata di Dio.

1. (1-3) Le nazioni si ribellano.

Perché tumultuano le nazioni, e i popoli tramano cose vane? I re della terra si ritrovano e i principi si consigliano insieme contro l’Eterno e contro il suo Unto, dicendo: «Rompiamo i loro legami e sbarazziamoci delle loro funi».

a. Perché le nazioni si agitano: Il salmista sembra genuinamente perplesso. Le nazioni non hanno alcuna ragione per agitarsi contro Dio, e non hanno alcun beneficio nell’agitarsi contro di Lui. La loro opposizione contro Dio non è altro che una cosa vana.

b. I principi si consigliano insieme: Dal tempo di Babele, gli uomini hanno continuato a unirsi contro Dio. La loro convinzione errata è che due o più uomini uniti contro Dio abbiano maggiori possibilità di un solo uomo schierato contro Dio.

c. Contro il SIGNORE e contro il suo Unto: Si oppongono sia al SIGNORE che al suo Unto. Unto parla del Cristo, l’Unto. Poiché Gesù è la perfetta rappresentazione del Padre (Giovanni 10:30, 14:9), opporsi a Dio Padre significa opporsi a Gesù. Se sei contro Gesù, sei contro Dio Padre.

d. Rompiamo i loro legami: Coloro che si oppongono al SIGNORE e al suo Unto pensano a Dio come a un portatore di schiavitù. Questo atteggiamento è prova di follia spirituale, perché Dio è un liberatore dalla schiavitù, non un portatore di schiavitù.

i. “Per un collo privo di grazia il giogo di Cristo è intollerabile, ma per il peccatore salvato è facile e leggero… Possiamo giudicare noi stessi da questo: amiamo quel giogo, o desideriamo liberarcene?” (Spurgeon)

2. (4-6) La risata del Signore dal cielo.

Colui che siede nei cieli riderà, il Signore si farà beffe di loro. Allora parlerà loro nella sua ira, e nel suo grande sdegno li spaventerà, e dirà: «Ho insediato il mio re sopra Sion, il mio santo monte.

a. Colui che siede nei cieli riderà: Dio guarda al modo in cui l’uomo complotta contro di Lui e ride. Dio non ha paura né è confuso o depresso riguardo all’opposizione dell’uomo. Dio ne ride.

i. Dio ride perché siede nei cieli. Siede come il Grande Re su un trono glorioso. Non sta camminando avanti e indietro nella sala del trono del cielo, chiedendosi cosa dovrebbe fare dopo. Dio siede in perfetta pace e sicurezza.

ii. Dio ride perché siede nei cieli. Non è un trono terreno quello che occupa; è il trono del cielo con autorità su tutta la creazione. Cosa deve temere il cielo dalla terra?

iii. “Dio non trema. Non si nasconde dietro un vasto bastione celeste, contando il nemico e calcolando se ha o meno forza sufficiente per contrastare questa nuova sfida al suo regno. Non si alza nemmeno da dove è seduto. Semplicemente ‘ride’ di questi grandi imbecilli.” (Boice)

iv. “Questa risata derisoria di Dio è il conforto di tutti coloro che amano la giustizia. È la risata della potenza della santità; è la risata della forza dell’amore. Dio non esulta per le sofferenze degli uomini peccatori. Tiene in derisione tutte le vanterie orgogliose e la violenza di coloro che cercano di impedire il compimento della Sua volontà.” (Morgan)

b. Il Signore si farà beffe di loro: Attraverso i secoli, molti si sono opposti a Dio e al Suo Regno in Gesù Cristo. Ciascuno di questi oppositori sarà frustrato e schiacciato.

i. Un esempio famoso di un oppositore del cristianesimo fu l’imperatore romano Diocleziano (regnante dal 284 al 305 d.C.). Era un nemico così determinato dei cristiani che perseguitò la chiesa senza pietà, e si illudeva di aver sconfitto il cristianesimo. Ordinò la creazione di una medaglia con questa iscrizione: “Il nome del cristianesimo è stato estinto.”

ii. Diocleziano eresse anche due monumenti sulla frontiera del suo impero con queste iscrizioni:

Diocleziano Gioviano Massimiano Erculeo Cesari Augusti per aver esteso l’Impero Romano a est e a ovest e per aver estinto il nome dei cristiani che portarono la Repubblica alla rovina

Diocleziano Gioviano Massimiano Erculeo Cesari Augusti per aver abolito ovunque la superstizione di Cristo per aver esteso il culto degli dèi

iii. Diocleziano è morto e scomparso, una nota a piè di pagina nelle pagine della storia. La fama e la gloria di Gesù Cristo si sono diffuse su tutta la terra. Il Signore si farà beffe di loro.

c. Egli parlerà loro nella sua ira: Dio ride in cielo, ma non rimane inattivo. Ride, ma non ride soltanto. Prima di agire contro l’umanità ribelle, prima parla all’umanità ribelle.

i. Questo mostra la grande misericordia di Dio. Ha ogni ragione e ogni diritto di semplicemente agire contro gli uomini ribelli. L’amore e la misericordia costringono Dio a parlare una parola di avvertimento prima di agire.

d. Sono io che ho stabilito il mio re sopra Sion: Dio vuole che l’umanità ribelle sappia che ha stabilito un re. Gli uomini ribelli più vicini alla visione del salmo sono re e governanti, e Dio vuole specialmente che sappiano che c’è un re più grande di loro. Il Re di Dio è stabilito (stabilito), e stabilito a Gerusalemme (Sion).

B. Il decreto di Dio alle nazioni.

1. (7-9) Il decreto del Figlio.

Dichiarerò il decreto dell’Eterno. Egli mi ha detto: “Tu sei mio figlio oggi io ti ho generato. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità e le estremità della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d’argilla”».

a. Io pubblicherò il decreto: Il passaggio seguente indica che è l’Unto del SIGNORE stesso a parlare. Egli pubblicherà il decreto che Dio Padre gli ha parlato.

b. Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato: L’Unto del SIGNORE ricorda ciò che Dio Padre gli ha detto, identificandolo come il Figlio del Padre e sottolineando la sua posizione di generato dal Padre.

i. Lo scrittore agli Ebrei cita questo passaggio in Ebrei 1:5 come prova della deità di Gesù e della superiorità su tutti gli angeli. Menziona il nome più eccellente che Gesù ha ricevuto, più grande di tutti gli angeli. Questo è il “nome” Figlio. Mentre gli angeli sono talvolta chiamati figli di Dio in senso generico (Giobbe 1:6), il Padre non ha mai detto “Figlio mio” a nessun angelo in senso specifico. Questo è riservato a Dio Figlio, la Seconda Persona della Trinità.

ii. Generato è anche un’idea importante, come contrasto con creato. Gesù non fu creato; piuttosto Egli creò tutto ciò che fu creato (Colossesi 1:16-17). Generato descrive una relazione tra due esseri della stessa natura ed essere essenziale, ma noi creiamo cose di un essere e una natura essenziale diversi da noi stessi. Un uomo crea una statua ma genera un figlio.

c. Io ti darò le nazioni come tua eredità: L’Unto del SIGNORE detiene le nazioni come Sua eredità. Egli regnerà su tutte le nazioni e tutto il giudizio è affidato a Lui (Giovanni 5:22).

i. Apocalisse 11:15 descrive un’emozionante consumazione di questa eredità: Il settimo angelo sonò la tromba e nel cielo si alzarono voci potenti, che dicevano: «Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al suo Cristo ed egli regnerà nei secoli dei secoli».

d. Tu le spezzerai con una verga di ferro: L’Unto del SIGNORE ha tale potere sulle nazioni che sono come vasi di argilla che può frantumare con un colpo di una verga di ferro. Questo mostra perché è così stolto per le nazioni sfidare il SIGNORE e il suo Unto. Non c’è alcuna ragione e nessun beneficio nella loro opposizione ribelle.

2. (10-12) Il decreto alle nazioni riguardo al Figlio.

Ora dunque, o re, siate savi, accettate la correzione, o giudici della terra. Servite l’Eterno con timore e gioite con tremore. Sottomettetevi al Figlio, perché non si adiri e non periate per via, perché la sua ira può accendersi in un momento. Beati tutti coloro che si rifugiano in lui.

a. O re, siate saggi: Dopo le parole di avvertimento dall’Unto del SIGNORE, il salmista consiglia ai re della terra di abbandonare la loro stolida sfida al SIGNORE.

b. Servite il SIGNORE con timore, e gioite con tremore: Il salmista chiama i re della terra a sottomettersi a Dio, rendendogli la dovuta riverenza. In questa posizione sottomessa e arresa possono gioire – eppure con appropriato tremore.

c. Rendete omaggio al Figlio: Questo ha principalmente in mente il bacio di sottomissione, dove un dignitario riceve l’umile bacio di un inferiore. Accenna anche all’affetto che Dio desidera nella relazione con Lui. Dio vuole che riconosciamo il nostro posto appropriato davanti a Lui, ma anche che gioiamo in Lui e siamo affettuosi nella nostra relazione.

i. “Il bacio era il segno di sottomissione e amicizia.” (Clarke)

ii. Se ai re e ai giudici della terra è comandato di umiliarsi davanti all’Unto del SIGNORE, riconoscendo la Sua totale superiorità, allora che dire del resto di noi? Parlare ai re e ai giudici include quindi tutta l’umanità.

d. Beati tutti quelli che confidano in lui: Coloro che sfidano Dio sono spezzati, ma coloro che dipendono da Lui sono benedetti. Il salmista lascia la scelta a tutti: spezzati o benedetti?

©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik –