Ester 9 – Vittoria per i Giudei
Summary
Pastor David walks us through the dramatic reversal of fortune for the Jews in Esther 9, where what was meant to be their destruction becomes their deliverance and victory over their enemies. He shows us how the Jews defeated their foes with the king's backing and protection, and then guides us through the establishment of the feast of Purim as an enduring memorial to God's deliverance—a celebration the Jewish people still observe today with joy and generosity.
High Points
- Victory, with the help of the king (1-5)The reversal is complete: on the very day Haman's plot was supposed to destroy the Jews, they instead overpowered their enemies because the king and all his officials stood with them.
- At the king’s invitation, Esther asks for the complete defeat of all the enemies of the Jews (11-17)Esther's request for total victory reflects the same principle seen in Joshua—she would not settle for partial deliverance but asked the king for complete defeat of her enemies.
- Cities where they fought their enemies (6-10)Haman and his sons were descendants of the ancient Amalekites, and their destruction completed the judgment God had commanded against Amalek generations earlier through King Saul.
- The institution of the feast of Purim (20-32)Mordecai instituted the feast of Purim to commemorate the deliverance and ensure future generations remembered God's great works—a practice the Jewish people have faithfully kept for centuries.
- The principle of remembering God's deliverance matters greatly; we often forget His great works, which is why marking such victories helps us stay grateful and faithful.
Application
Just as the Jews were called to remember and celebrate their deliverance year after year, we should be intentional about remembering and recounting God's great works in our own lives so that we do not forget His faithfulness.
AI-generated summary of Pastor David Guzik's commentary on this chapter.
A. Sconfiggono i loro nemici.
1. (1-5) Vittoria, con l’aiuto del re.
Il dodicesimo mese, che è il mese di Adar, il tredicesimo giorno del mese, quando l’ordine del re e il suo decreto dovevano essere eseguiti, il giorno in cui i nemici dei Giudei speravano di avere il dominio su di loro, la situazione fu interamente rovesciata e i Giudei ebbero il dominio sui loro nemici. I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del re Assuero, per stendere la mano su quelli che cercavano di fare loro del male; e nessuno potè resistere loro, perché il terrore dei Giudei era caduto su tutti i popoli. Tutti i capi delle province, i satrapi, i governatori e quelli che curavano gli affari del re diedero man forte ai Giudei, perché il terrore di Mardocheo era caduto su di loro. Mardocheo infatti era grande nel palazzo del re, e la sua fama si spargeva per tutte le province, perché quest’uomo, Mardocheo, diventava sempre piú grande. I Giudei dunque colpirono tutti i loro nemici, passandoli a fil di spada, e compiendo un grande massacro e distruzione; fecero dei loro nemici quello che vollero.
a. Il giorno in cui i nemici dei Giudei speravano di avere il dominio su di loro, avvenne invece tutto il contrario: I Giudei avevano certamente i loro nemici, coloro che desideravano distruggerli. Eppure avevano qualcuno di grande dalla loro parte: il re, con tutte le sue risorse. Con il re dalla loro parte, non importava chi fosse contro di loro.
b. I Giudei dunque colpirono tutti i loro nemici: Abbiamo i nostri nemici con cui confrontarci; ma con il Re dei re dalla nostra parte, non abbiamo ragione di temere – Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? (Romani 8:31)
2. (6-10) Città dove combatterono i loro nemici.
Nella cittadella di Susa i Giudei uccisero e sterminarono cinquecento uomini e Parshandatha, Dalphon, Aspatha, Poratha, Adalia, Aridatha, Parmashta, Arisai, Aridai e Vajezatha, i dieci figli di Haman, figlio di Hammedatha, il nemico dei Giudei, ma non misero le mani sul bottino.
3. (11-17) Su invito del re, Ester chiede la completa sconfitta di tutti i nemici dei Giudei.
Quel giorno stesso il numero di quelli che erano stati uccisi nella cittadella di Susa fu portato a conoscenza del re. Il re allora disse alla regina Ester: «Nella cittadella di Susa i Giudei hanno ucciso e sterminato cinquecento uomini e dieci figli di Haman; che avranno mai fatto nelle altre province del re? Ora qual’è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che cos’altro domandi? Sarà fatto». Allora Ester disse: «Se cosí piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani ciò che era stato decretato per oggi; e siano appesi alla forca i dieci figli di Haman». Il re ordinò che fosse fatto esattamente cosí. Il decreto fu promulgato a Susa, e i dieci figli di Haman furono appesi alla forca. I Giudei che erano a Susa si radunarono anche il quattordicesimo giorno del mese di Adar e uccisero a Susa trecento uomini; ma non si diedero al saccheggio. Anche gli altri Giudei che erano nelle province del re si radunarono, per difendere la loro vita e stare al sicuro dagli attacchi dei loro nemici; uccisero settantacinquemila di quelli che li odiavano, ma non si diedero al saccheggio. Questo avvenne il tredicesimo giorno del mese di Adar: il quattordicesimo giorno si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.
a. Se così piace al re, sia concesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato per oggi e siano appesi alla forca i dieci figli di Haman: Molti hanno criticato Ester per questo, dicendo che mostrava una mancanza di amore verso i suoi nemici. Eppure ella dimostrò lo stesso principio che si trova così spesso in Giosuè – non si sarebbe accontentata di meno della vittoria totale.
b. E i dieci figli di Haman furono appesi: Haman e i suoi figli erano discendenti degli antichi Amalechiti (confrontando Ester 3:1 e 1 Samuele 15:8-33). Dio comandò a Saul, figlio di Kish, di eseguire la piena estensione del giudizio di Dio contro gli Amalechiti (1 Samuele 15:2-3). Saul fallì, ma questo discendente posteriore della tribù di Beniamino e figlio di Kish di nome Mardocheo (Ester 2:5-6) completò il giudizio di Dio contro gli Amalechiti.
i. “Ora era intenzione di Dio che avesse luogo un ultimo conflitto tra Israele e Amalek: il conflitto che iniziò con Giosuè nel deserto doveva essere concluso da Mardocheo nel palazzo del re.” (Spurgeon)
B. La festa di Purim istituita.
1. (18-19) Una grande celebrazione tra i Giudei dell’Impero Persiano.
I Giudei che erano a Susa si radunarono invece il tredicesimo e il quattordicesimo giorno; il quindicesimo giorno del mese si riposarono, ne fecero un giorno di banchetto e di gioia. Per questo i Giudei della campagna che abitano in città senza mura fanno del quattordicesimo giorno del mese di Adar un giorno di gioia, di banchetti e di festa, e in cui si mandano regali gli uni agli altri.
2. (20-32) L’istituzione della festa di Purim.
Mardocheo mise per scritto queste cose e mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani, per comandare loro di celebrare ogni anno il quattordicesimo giorno e il quindicesimo giorno del mese di Adar, come i giorni nei quali i Giudei ebbero riposo dagli attacchi dei loro nemici, e il mese in cui per loro il dolore fu mutato in gioia e il lutto in festa, e perché facessero di essi giorni di banchetto c di gioia, nei quali si mandassero regali gli uni agli altri e facessero doni ai poveri. I Giudei si impegnarono a osservare ciò che avevano già cominciato a fare, come Mardocheo aveva loro scritto. Haman infatti, figlio di Hammedatha, l’Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva cospirato contro i Giudei per distruggerli e aveva gettato il Pur (cioè aveva tirato la sorte), per sterminarli e distruggerli. Quando però Ester si presentò davanti al re, questi ordinò per scritto che il malvagio complotto che Haman aveva ordito contro i Giudei fosse fatto ricadere sul suo capo e che lui e i suoi figli fossero appesi alla forca. Perciò quei giorni furono chiamati Purim, dalla parola Pur. In conformità quindi a tutto ciò che era scritto in quella lettera, a tutto ciò che avevano visto a questo proposito e che era loro avvenuto, i Giudei stabilirono di prendere l’impegno senza mai venir meno per se stessi, per i loro discendenti e per tutti quelli che si sarebbero uniti a loro, di celebrare ogni anno quei due giorni secondo le indicazioni scritte e secondo il tempo stabilito. Quei giorni dovevano essere ricordati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città, non si doveva mai venir meno fra i Giudei di celebrare questi giorni di Purim, e il loro ricordo non doveva scomparire fra i loro discendenti. La regina Ester, figlia di Abihail, e il Giudeo Mardocheo scrissero con ogni autorità, per confermare questa loro seconda lettera relativa ai Purim. Mardocheo, mandò lettere a tutti i Giudei nelle centoventisette province del regno di Assuero, con parole di pace e di verità, per stabilire quei giorni di Purim nel tempo fissato, come avevano loro stabilito il Giudeo Mardocheo e la regina Ester, e come essi stessi avevano stabilito per sé e per i loro discendenti in occasione del loro digiuno e del loro grido. Cosí il decreto di Ester fissò l’istituzione dei Purim e fu scritto in un libro.
a. Mardocheo scrisse queste cose e mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani, ordinando loro di celebrare ogni anno: Il principio di ricordare la grande liberazione di Dio è buono; troppo spesso dimentichiamo le Sue grandi opere.
b. Così l’ordine di Ester confermò l’istituzione dei Purim: Oggi, Purim è una delle feste giudaiche più popolari, con costumi, giochi e tanto divertimento rumoroso.
©1996–presente Enduring Word Bible Commentary di David Guzik –
