Ester 7 – La Fine di Haman
Summary
Pastor David walks us through the dramatic climax of Esther's story, as she finally reveals her identity and accuses Haman of plotting to destroy her people. The chapter unfolds the swift reversal of fortune—from Haman's confidence at the banquet to his exposure, condemnation, and execution on the very gallows he'd built for Mordecai, showing us how God often turns the schemes of the wicked back upon their own heads.
High Points
- Esther finally makes her request: please spare my life! (1-4)Esther demonstrated remarkable tact by not immediately identifying herself as Jewish when making her petition, mirroring how Haman had hidden the identity of his target group when seeking the king's approval.
- The king’s reaction: who is this wicked man? (5)The king's angry question—'Who is he, and where is he, who would dare presume in his heart to do such a thing?'—is ironic, since Ahasuerus himself had authorized the plot, though unknowingly through Haman's deception.
- Haman’s doom is sealed (7-8)Haman's plea for his life before Esther backfired dramatically; when the king returned and found him on Esther's couch, he was accused of assaulting the queen, sealing his doom far faster.
- The execution of Haman (9-10)Haman died on the fifty-cubit gallows he had personally constructed for Mordecai—a trap he dug for another that caught himself instead.
- Pastor David notes that the substitutionary principle here (the guilty dying instead of the innocent) points us forward to Christ, where the innocent died in place of the guilty.
Application
When we see how God turns the wicked's own traps back on their heads, we should pray as the Psalmist did, trusting that evil schemes ultimately return upon those who conceive them—a confidence that steadies us when facing those who plot against us.
AI-generated summary of Pastor David Guzik's commentary on this chapter.
A. Il secondo banchetto.
1. (1-4) Ester finalmente presenta la sua richiesta: per favore risparmia la mia vita!
Il re e Haman andarono dunque al banchetto con la regina Ester. Anche il secondo giorno, mentre durante il banchetto veniva servito il vino, il re disse a Ester: «Qual è la tua richiesta, o regina Ester? Ti sarà concessa. Che cosa domandi? Fosse anche la metà del mio regno, sarà fatto». Allora la regina Ester rispose dicendo: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se cosí piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita; e domando che il mio popolo sia risparmiato. Poiché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi e sterminati. Se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, avrei taciuto; ma il nemico non potrebbe mai compensare il danno che ne verrebbe al re».
a. Mi sia concessa la vita come mia richiesta, e il mio popolo come mia domanda: Ester, anche quando finalmente presentò la sua richiesta, mostrò grande tatto. Non si identificò immediatamente come giudea, destinata al massacro – proprio come Haman aveva nascosto l’identità del gruppo che aveva preso di mira quando fece la sua richiesta (Ester 3:8).
b. Mi sia concessa la vita come mia richiesta: Ester mostrò anche saggezza nel modo in cui formulò la sua richiesta. Fece appello su base personale, sapendo che non aveva mai fatto altro che compiacere il re.
2. (5) La reazione del re: chi è quest’uomo malvagio?
Il re Assuero disse alla regina Ester: «Chi è e dov’è colui che avrebbe l’ardire di fare una tale cosa?».
a. Chi è, e dove si trova colui che oserebbe presumere nel suo cuore di fare una cosa simile? Assuero forse avrebbe dovuto sapere che era in realtà lui stesso ad aver autorizzato un tale piano. Fu lui a dare l’autorizzazione a Haman per portare avanti questo complotto (Ester 3:10-11), sebbene lo fece nell’ignoranza.
3. (6) Ester identifica il colpevole.
Ester rispose: «Il nemico e l’avversario è quel malvagio di Haman». Allora Haman fu preso da terrore alla presenza del re e della regina.
a. L’avversario e il nemico è questo malvagio Haman! Ester rivelò la verità su Haman – che non era un servo fedele del re, ma era invece un avversario e nemico, più interessato alla propria fama e posizione che al beneficio del re.
b. Così Haman fu terrorizzato davanti al re e alla regina: Haman non aveva mai immaginato che Ester fosse giudea; ora si trovava davanti al re giustamente accusato di aver complottato l’omicidio della moglie del re.
i. Ora si può vedere la saggezza della strana richiesta di Ester di invitare Haman a questi banchetti; massimizzò l’impatto sia sul re che su Haman stesso.
B. La misera fine di Haman.
1. (7-8) Il destino di Haman è sigillato.
Il re si alzò tutto adirato dal banchetto in cui veniva servito il vino e si recò nel giardino del palazzo mentre Haman rimase a supplicare la regina Ester per la sua vita, perché aveva capito che il re aveva già deciso la sua rovina. Poi il re tornò dal giardino del palazzo nel luogo del banchetto dove era servito il vino; intanto Haman si era lasciato cadere sul divano su cui stava Ester. Allora il re esclamò: «Vuol pure far violenza alla regina, mentre io stesso sono in casa?». Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, copersero la faccia di Haman.
a. Allora il re si alzò nella sua ira: Il re fu riempito di ira; probabilmente perché ora si rese conto che Haman lo aveva ingannato come se fosse uno stolto nel far entrare in vigore questo decreto per uccidere i giudei.
b. Oserà anche assalire la regina mentre io sono in casa? Nonostante tutte le suppliche di Haman, riuscì solo a mettersi in guai più profondi – ora era accusato di aver personalmente assalito Ester!
i. Uno scritto giudaico dice che l’angelo Gabriele spinse Haman, così che cadde sul divano di Ester proprio mentre il re Assuero stava rientrando nella stanza.
c. Coprirono il volto di Haman: La testa di Haman fu coperta come preparazione per l’esecuzione.
2. (9-10) L’esecuzione di Haman.
Poi Harbonah, uno degli eunuchi, disse davanti al re: «Ecco, in casa di Haman stesso è stata rizzata una forca alta cinquanta cubiti, che Haman ha fatto preparare per Mardocheo, il quale aveva parlato per il bene del re». Il re disse: «Impiccatevi lui!». Cosí Haman fu impiccato alla forca che egli aveva preparato per Mardocheo. E l’ira del re si placò.
a. Guarda! La forca, alta cinquanta cubiti: Come nel caso delle persone giustiziate in Ester 2:23, Haman probabilmente non fu impiccato con una corda intorno al collo; fu impalato su un enorme palo in un antico precursore della crocifissione.
b. Che Haman ha fatto per Mordecai: Haman trovò la sua fine sullo stesso strumento che aveva destinato alla morte di Mordecai; fu catturato nella propria trappola contro Mordecai.
i. Dio opera spesso in questo modo e dovremmo pregare come fece il salmista: Ecco, l’empio produce iniquità; sì, concepisce il male e partorisce la menzogna. Ha scavato una fossa e l’ha approfondita, ed è caduto nella buca che ha fatto. Il suo male ricadrà sul suo capo, e la sua violenza scenderà sulla sua corona (Salmi 7:14-16).
ii. Forse il più grande esempio di questo fu quando Satana pensò di aver vinto facendo crocifiggere Gesù dalla folla, ma la croce si rivelò essere lo strumento della sconfitta di Satana.
c. Così impiccarono Haman sulla forca che aveva preparato per Mordecai. Allora l’ira del re si placò: La morte di un sostituto soddisfece l’ira del re. Nel caso di Mordecai e Haman, si trattava del colpevole che moriva al posto dell’innocente; nel caso di Gesù e di noi, si tratta dell’innocente che muore al posto dei colpevoli.
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik –
