2 Cronache 8 – Le Realizzazioni di Salomone

A. Salomone e le nazioni circostanti.

1. (1-6) Il dominio di Salomone.

Venti anni dopo che Salomone aveva costruito la casa dell’Eterno e il proprio palazzo, Salomone ricostruí le città che Hiram aveva dato a Salomone e vi fece abitare i figli d’Israele. Salomone marciò quindi contro Hamath-Tsobah e se ne impadroní. Inoltre ricostruí Tadmor nel deserto e tutte le città di rifornimento che aveva edificato in Hamath. Ricostruí Beth-Horon superiore e Beth-Horon inferiore, città fortificate con mura, porte e sbarre, e anche Baalath e tutte le città di rifornimento che appartenevano a Salomone, tutte le città dei carri, le città della cavalleria, insomma tutto ciò che gli piacque di costruire a Gerusalemme, nel Libano e in tutto il paese sotto il suo dominio.

a. Alla fine dei vent’anni: Salomone impiegò sette anni per costruire il tempio e 13 anni per costruire il suo palazzo. Alla fine di questi vent’anni il suo regno era sicuro, stabile e benedetto.

b. Egli costruì anche…. Costruì…. e tutto ciò che Salomone desiderò costruire a Gerusalemme: Questo passo riflette il grande cuore e l’ambizione di Salomone come costruttore. Egli con energia fece abitare nuove città e costruì città di approvvigionamento, fortificazioni, città per i carri e città per la cavalleria.

i. Si presenta un problema nel conciliare la menzione delle città che Hiram diede a Salomone, perché 1 Re 9:11-14 indica che furono date da Salomone a Hiram. “Sebbene sia possibile un’alterazione testuale, sembra più probabile che fossero state restituite a Salomone, o perché erano inaccettabili (1 Re 9:12-13) o perché erano state una garanzia per un prestito (1 Re 9:14).” (Selman)

ii. Purtroppo, questa nuova enfasi sui carri e sulla cavalleria mostra che Salomone non prendeva la parola di Dio con la serietà dovuta. In Deuteronomio 17:16, Dio parlò specificamente ai futuri re d’Israele: Ma non dovrà procurarsi un gran numero di cavalli. Sarebbe stato molto meglio se Salomone avesse posseduto il cuore riflesso nel Salmo 20:7: Alcuni confidano nei carri e altri nei cavalli, ma noi invocheremo il nome del SIGNORE, il nostro Dio.

2. (7-10) Salomone e i popoli conquistati del suo dominio.

Tutta la gente rimasta degli Hittei, degli Amorei, dei Perezei, degli Hivvei e dei Gebusei, che non erano d’Israele, (cioè i loro discendenti che erano rimasti dopo di loro nel paese e che gli Israeliti non erano riusciti a distruggere) Salomone li reclutò per il lavoro forzato, fino al giorno d’oggi. Ma dei figli d’Israele Salomone non impiegò alcuno come servo per i suoi lavori, essi erano invece i suoi uomini di guerra, capi dei suoi condottieri e comandanti dei suoi carri e della sua cavalleria. I capi dei funzionari del re Salomone che sorvegliavano il popolo erano duecentocinquanta.

a. Salomone li assoggettò ai lavori forzati: La pratica di Salomone di usare i popoli delle nazioni conquistate vicine come lavori forzati è descritta anche in 1 Re 5:15-18.

b. Salomone non impiegò come schiavi per i suoi lavori i figli d’Israele: Gli Israeliti furono usati per il lavoro di costruzione del tempio e del palazzo di Salomone, ma non erano lavori forzati (1 Re 5:13-14). Erano spesso usati nella gestione dei lavori forzati (che comandavano il popolo).

B. Salomone e la figlia del Faraone.

1. (11) Salomone sposa una principessa egiziana.

Or Salomone fece salire la figlia del Faraone dalla città di Davide alla casa che aveva costruito per lei, perché pensava: «Mia moglie non deve abitare nella casa di Davide re d’Israele, perchè i luoghi dove è entrata l’arca dell’Eterno sono santi»

a. Salomone fece salire la figlia del Faraone dalla città di Davide alla casa che aveva costruito per lei: Questo matrimonio con una principessa d’Egitto fu il primo dei molti matrimoni imprudenti di Salomone (1 Re 11:1-3). Questi matrimoni imprudenti avviarono la caduta spirituale di Salomone.

b. Mia moglie non abiterà nella casa di Davide, re d’Israele, perché i luoghi dove è entrata l’arca del SIGNORE sono santi: Con questo, Salomone ammise che sua moglie era una non credente ed empia – eppure la sposò lo stesso. Questo condusse Salomone lungo un cammino notevolmente malvagio (1 Re 11:4-8).

i. “Non è questa una prova che considerava sua moglie una pagana, e non adatta ad abitare in un luogo che era stato santificato? Salomone non si era ancora allontanato dal vero Dio.” (Clarke)

ii. “Salomone aveva, contro la legge di Dio, sposato questa e altre mogli straniere, senza dubbio per fini politici, e sperando che con la sua saggezza avrebbe potuto riscattarle, o almeno governarle…. Tuttavia in seguito, vinto dalle insistenze delle sue mogli straniere, cedette loro vergognosamente. Vigilate, quindi, e state attenti.” (Trapp)

iii. “Costruire una casa per la figlia del Faraone fuori dalla Città Santa significa aprire prima o poi le sue porte agli dèi del Faraone.” (Morgan)

iv. “La benedizione del vincolo matrimoniale dipende dal fatto che i due siano uno nello spirito, in un amore comune per Cristo, e nello sforzo per la sua gloria. Niente è più terribile di quando uno ammette nella segretezza del cuore, riguardo all’altro: Mio marito o mia moglie non può accompagnarmi nei luoghi santi dove sono stato cresciuto, e in cui la mia vita migliore trova la sua casa.” (Meyer)

2. (12-16) L’ordine dell’amministrazione di Salomone.

Allora Salomone offrí olocausti all’Eterno sull’altare dell’Eterno, che egli aveva costruito davanti al portico del tempio; e faceva ciò in base al numero richiesto ogni giorno, offrendoli secondo il comandamento di Mosè, nei sabati, nei noviluni e nelle feste solenni, tre volte all’anno, e cioè, nella festa degli azzimi, nella festa delle settimane e nella festa delle capanne. Stando quindi alle norme di Davide, suo padre, egli stabilí le classi dei sacerdoti per il loro servizio, i Leviti nelle loro mansioni (di lodare l’Eterno e di prestare servizio davanti ai sacerdoti) secondo i compiti di ogni giorno, e i portinai secondo le loro classi a ciascuna porta, perché cosí aveva ordinato Davide l’uomo di DIO. Essi non si allontanarono dall’ordine del re, dato ai sacerdoti e ai Leviti, in ogni questione e riguardo ai tesori. Tutto il lavoro di Salomone fu ben organizzato dal giorno in cui si gettarono le fondamenta della casa dell’Eterno fino a quando fu terminato. Cosí la casa dell’Eterno fu portata a compimento.

a. Salomone offrì olocausti: In conformità con i sacrifici mattutini e serali comandati (secondo la norma quotidiana come menzionato in Numeri 28:1-8) Salomone amministrò l’olocausto per Israele. Egli osservò anche gli altri sacrifici comandati dalla Legge di Mosè.

b. Secondo l’ordine di Davide suo padre, egli stabilì le classi dei sacerdoti nei loro uffici: Salomone eseguì l’amministrazione per il servizio del tempio come era stato originariamente organizzato dal re Davide (1 Cronache 24).

c. Così tutta l’opera di Salomone fu ben ordinata: Questo era un riflesso della sua grande saggezza e una risposta alla sua preghiera per aiuto nel guidare il regno d’Israele (1 Re 3).

3. (17-18) Il commercio marittimo di Salomone.

Allora il re Salomone andò a Etsion-Gheber e a Elath sulla riva del mare, nel paese di Edom. Hiram per mezzo dei suoi servi gli mandò navi e servi che conoscevano il mare. Questi andarono con i servi di Salomone ad Ofir, vi presero quattrocentocinquanta talenti d’oro e li portarono al re Salomone.

a. Allora Salomone andò a Etsion-Gheber e a Elath sulla costa del mare: Questo era insolito per un re israelita perché il popolo d’Israele non era noto per le sue realizzazioni in mare. Salomone guidò coraggiosamente il popolo d’Israele in nuove imprese.

i. “‘Etsion-Gheber ed Elath’ erano porti all’estremità settentrionale del Golfo di Aqaba che fornivano un accesso commerciale strategico verso sud nel Mar Rosso e oltre.” (Payne)

ii. “Salomone probabilmente sosteneva le spese, e il suo amico, il re di Tiro, gli forniva marinai esperti; perché i giudei, in nessun periodo della loro storia, ebbero alcuna competenza in questioni marittime, essendo la loro navigazione limitata ai laghi del loro paese, dai quali non poterono mai acquisire alcuna abilità nautica.” (Clarke)

b. Essi andarono con i servi di Salomone a Ofir, e di là presero quattrocentocinquanta talenti d’oro: È difficile dire con certezza dove si trovasse la terra di Ofir. Alcuni suggeriscono che fosse nell’Arabia meridionale o sulla costa orientale dell’Africa. Questo mostra la grande intraprendenza e operosità dell’amministrazione di Salomone.

i. “Nessuno sa con certezza, fino ad oggi, dove fosse situata questa Ofir. C’erano due luoghi con questo nome; uno da qualche parte in India, oltre il Gange, e un altro in Arabia, vicino al paese dei Sabei, menzionato in Giobbe 22:24.” (Clarke)

©1996–presente Il Enduring Word Bible Commentary di David Guzik –