Sofonia 3 – Il SIGNORE si rallegra per la restaurazione del Suo popolo
A. Un contrasto tra una città malvagia e un Dio giusto.
1. (1-4) Gerusalemme, la città malvagia.
Guai a colei che è ribelle e contaminata, alla città d’oppressione! Essa non ha ascoltato la sua voce, non ha accettato correzione, non ha confidato nell’Eterno, non si è avvicinata al suo DIO. I suoi capi in mezzo a lei sono leoni ruggenti; i suoi giudici sono lupi della sera, che non lasciano alcun osso da rosicchiare per il mattino. I suoi profeti sono vanagloriosi perfidi, i suoi sacerdoti hanno profanato il luogo santo, hanno fatto violenza alla legge.
a. Guai a lei che è ribelle e contaminata, alla città oppressiva: Dal modo in cui Sofonia 2 si è concluso, forse speravamo che questa città oppressiva fosse Ninive. Dai riferimenti ai suoi profeti, ai suoi sacerdoti, al santuario e alla legge, apprendiamo che Gerusalemme era la città oppressiva.
b. Essa non ha…non ha…non ha…non ha: Ripetendo queste parole quattro volte, il profeta ci ha detto la radice del peccato di Gerusalemme.
i. Essa non ha ubbidito alla Sua voce: Dio ha chiamato il Suo popolo, ma essi non hanno ascoltato. Se c’è una voce che le pecore devono obbedire, è la voce del pastore – ma essa non ha ubbidito alla Sua voce.
ii. Non ha accettato la correzione: La correzione è certamente arrivata, ma essa non l’ha ricevuta come correzione dal SIGNORE. Invece, era un brutto periodo, circostanze difficili, qualunque cosa – ma non ha accettato la correzione.
iii. Non ha confidato nel SIGNORE: Dio non ha mai dato a Gerusalemme una ragione per smettere di confidare in Lui; non si è mai dimostrato infedele o indegno di fiducia. Ora il popolo di Dio negherà e contraddirà apertamente la parola e le promesse di Dio, dimostrando che non ha confidato nel SIGNORE.
iv. Non si è avvicinata al suo Dio: L’offesa peggiore è stata riservata per ultima. Dio desiderava ardentemente una relazione con il Suo popolo, ma essi hanno rifiutato il Suo desiderio e sono andati per la loro strada, così non si è avvicinata al suo Dio.
2. (5-7) Il Dio giusto.
L’Eterno è giusto in mezzo a lei egli non commette iniquità. Ogni mattino egli porta alla luce la sua giustizia e non viene mai meno, ma il perverso non conosce vergogna. «Ho sterminato nazioni; le loro torri sono distrutte, ho reso deserte le loro strade, e nessuno piú vi passa; le loro città sono distrutte, e nessuno piú vi abita. Io dicevo: “Certamente tu mi temerai, accetterai la correzione” cosí la sua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutte le punizioni che le ho inflitto. Ma essi si sono affrettati a pervertire tutte le loro azioni.
a. Il SIGNORE è giusto in mezzo a lei: Questo ha reso l’ingiustizia del Suo popolo ancora più criminale e tragica. Dio non era stato altro che giusto verso di loro, eppure essi hanno risposto con il peccato. Alla fine, si sarebbero messi dalla parte sbagliata della giustizia di Dio e avrebbero affrontato la Sua giustizia.
b. Certamente Mi temerai, accetterai l’istruzione.… Ma essi si sono alzati presto e hanno corrotto tutte le loro azioni: Dio ha portato la Sua giustizia alle nazioni intorno a Giuda, e questo avrebbe dovuto avvertire Giuda di ciò che sarebbe accaduto se avessero rifiutato Dio. Invece di imparare dalle nazioni circostanti, si sono dedicati all’empietà ancora di più.
B. La promessa di restaurazione.
1. (8-13) Giudizio e restaurazione.
Perciò, aspettami», dice l’Eterno, «quando mi leverò per far bottino, perché la mia determinazione è di radunare le nazioni, di riunire i regni, per riversare su di essi la mia indignazione, tutto l’ardore della mia ira; sí, tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia. Poiché allora darò ai popoli un linguaggio puro, affinché tutti invochino il nome dell’Eterno, per servirlo di comune accordo. Da oltre i fiumi di Etiopia i miei adoratori, la figlia dei miei dispersi, mi porteranno le loro offerte. In quel giorno non avrai piú vergogna di tutte le tue azioni con le quali ti sei ribellata contro di me, perché allora farò allontanare dal tuo mezzo quelli che si rallegrano nella tua grandezza, e tu cesserai di inorgoglirti sul mio monte santo». «Farò rimanere in mezzo a te un popolo umile e povero, che confiderà nel nome dell’Eterno. Il residuo d’Israele non commetterà iniquità e non dirà piú menzogne, né si troverà nella loro bocca lingua ingannatrice; poiché essi pascoleranno il loro gregge, si coricheranno e nessuno li spaventerà».
a. Versare su di loro la Mia indignazione.… allora restituirò: Alla luce del peccato ripetuto e cronico delle nazioni e del popolo stesso di Dio, Dio avrebbe portato il giudizio – e poi avrebbe portato la restaurazione.
b. Affinché tutti possano invocare il nome del SIGNORE: In questa restaurazione finale, Dio darà al mondo di nuovo un linguaggio comune (un linguaggio puro), e il mondo intero adorerà il SIGNORE, non solo Israele.
i. La maggior parte degli studiosi biblici vede questo adempimento nei giorni del Millennio, quando Gesù regnerà per 1.000 anni su questa terra dopo il Suo ritorno in potenza e gloria. Da questo passo, molti studiosi credono che in quel giorno il mondo tornerà a un linguaggio comune – forse l’ebraico.
c. Per servirLo con un solo accordo: Letteralmente, questo è con una sola spalla. L’idea è che le spalle lavorino insieme come una sola per portare il carico del lavoro.
d. Non sarai più superba sul Mio monte santo: Nell’era millenaria Israele sarà la superpotenza mondiale, ma non sarà orgogliosa o superba. Sotto la guida del Signore Gesù e dei Suoi redenti, saprà che la sua posizione è tutta per grazia.
e. Poiché essi pascoleranno i loro greggi e si sdraieranno, e nessuno li spaventerà: Questo parla della pace e della prosperità che Israele conoscerà nell’era millenaria.
2. (14-20) Restaurati con canti.
Manda grida di gioia o figlia di Sion, manda grida d’allegrezza, o Israele! Rallegrati ed esulta di tutto cuore, o figlia di Gerusalemme! L’Eterno ha revocato i suoi giudizi contro di te, ha cacciato via il tuo nemico. Il Re d’Israele, l’Eterno, è in mezzo a te, non avrai piú da temere alcun male. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, o Sion, le tue mani non si indeboliscano! L’Eterno, il tuo DIO, in mezzo a te e il Potente che salva. Egli esulterà di gioia per te, nel suo amore starà in silenzio, si rallegrerà per te con grida di gioia. Io raccoglierò quelli che sono afflitti per le assemblee solenni, che sono tra di voi, per i quali il peso per lei era divenuto oggetto di disprezzo. Ecco, in quel tempo io agirò contro quelli che ti opprimono, salverò lo zoppo e raccoglierò quelli che sono stati scacciati, e li renderò gloriosi e rinomati in tutti i paesi dove sono stati nella vergogna. In quel tempo io vi farò ritornare, sí, in quel tempo vi raccoglierò poiché vi renderò rinomati e gloriosi fra tutti i popoli della terra, quando, sotto i vostri occhi, farò ritornare quelli che sono in cattività», dice l’Eterno.
a. Canta, o figlia di Sion: Considerando la gloriosa promessa di restaurazione, Israele dovrebbe cantare e gridare di gioia. Dio li salverà e li redimerà sia dai loro nemici che dalle loro iniquità.
b. Il SIGNORE tuo Dio in mezzo a te, il Potente, salverà: Questo passo ci dà ragioni definite di consolazione, poiché comprendiamo che:
· Il SIGNORE è in mezzo a noi.
· Il SIGNORE è in mezzo a noi con il potere di salvare.
· Dio prova gioia in noi.
· Dio ci dà riposo nel Suo amore.
· Dio canta su di noi.
c. Egli si rallegrerà di te con gioia: Spesso sottovalutiamo la gioia che Dio ha nel Suo popolo, e troppo spesso pensiamo che Dio sia infastidito o irritato con noi.
i. “Per quanto difettosa sia la chiesa, il Signore si rallegra in essa. Mentre noi piangiamo, come ben possiamo fare, tuttavia non ci rattristiamo come quelli che sono senza speranza; poiché Dio non si rattrista, il Suo cuore è lieto, e si dice che si rallegra con gioia – un’espressione altamente enfatica.” (Spurgeon)
d. Si rallegrerà di te con canti: Non pensiamo spesso a Dio che canta, ma Lui lo fa – e canta su il Suo popolo. Questo è quanto gioia e delizia diamo al SIGNORE – che Egli prorompe in canto!
i. “Pensa al grande Geova che canta! Puoi immaginarlo? È possibile concepire la Deità che prorompe in un canto: Padre, Figlio e Spirito Santo insieme che cantano sui redenti? Dio è così felice nell’amore che porta al Suo popolo che rompe il silenzio eterno, e sole e luna e stelle con stupore sentono Dio intonare un inno di gioia.” (Spurgeon)
ii. “Se Dio canta, non dovremmo cantare anche noi? Egli non cantò quando creò il mondo. No; lo guardò, e disse semplicemente che era buono. Gli angeli cantarono, i figli di Dio gridarono di gioia: la creazione fu molto meravigliosa per loro, ma non fu molto per Dio, che avrebbe potuto creare migliaia di mondi con la Sua semplice volontà. La creazione non poteva farLo cantare.… Quando tutto fu compiuto, e il Signore vide ciò che ne derivò nella salvezza dei Suoi redenti, allora si rallegrò in modo divino.” (Spurgeon)
e. Non temere; Sion, non lasciar cadere le tue mani: Sapere che questo è il tenero amore e la cura di Dio per noi dovrebbe farci rispondere in due modi. Primo, non dovremmo temere – se il Potente ci ama e si diletta in noi in questo modo, di cosa possiamo avere paura? Secondo, non dovremmo lasciar cadere le nostre mani – sapendo che questo potente Signore d’amore è per noi, vogliamo essere per Lui con tutta la nostra energia. Non diventeremo deboli o stanchi nel nostro servizio per Lui.
i. “‘Non temere.’ Cosa! Nemmeno un po’? No, ‘Non temere.’ Ma sicuramente posso mostrare una certa misura di tremore? No, ‘Non temere.’ Lega quel nodo stretto alla gola dell’incredulità. ‘Non temere’: né questo giorno, né alcun giorno della tua vita. Quando arriva la paura, scacciala; non darle spazio. Se Dio riposa nel Suo amore, e se Dio canta, cosa puoi avere a che fare con la paura?” (Spurgeon)
f. Radunerò.… salverò: Dio ha promesso di incoraggiare gli scoraggiati, di sconfiggere i nemici del Suo popolo, di guarire lo zoppo e di radunare i dispersi. Tutto questo è per la Sua lode e fama e per il Suo popolo perché si trovano in Lui (vi darò fama e lode tra tutti i popoli).
©1996–presente Il Enduring Word Bible Commentary di David Guzik –
